A partire dal bivio Noto-Pachino, seguendo la segnaletica turistica si raggiungeil bivio di Lido di Noto. Proseguendo verso la direzione Calabernardo, si perviene al pittoresco porticciolo. Ritornando e dirigendosi di nuovo verso il bivio, svoltamndo a sinistra, si arriva al Lido di Noto (km. 5) . La spiaggia, di finissima sabbia colore giallo-oro e il mare azzurro smeraldo, contraddistinguono il litorale netino, ricco peraltro di confortevoli strutture ricettive e di ristorazione. Continuando ad esplorare la zona marina si raggiunge Eloro (km. 7) ; la costa offre varie insenature caratterizzate da sabbia dorata e da bassi scogli che digradano verso le acque cristalline.
La località, di notevole rilevanza storico-archeologica, abitata tra la fine del VII° ed i primi del VI° sec. a.c., divenne colonia corinzia ed avamposto di Siracusa. Qui si trovano i resti dell'antica Polis: una robusta cinta muraria del VI° sec. a.c., costruita dagli architetti militari, un tempio dell'Askelepion (dedicato a Esculapio Dio della medicina); il cuneo di un teatro greco (III° sec. a.c.) Stoà o porticus ellenistico contenente il Temenos e l'Agorà (II° sec. a.c.); alcune basilichette bizantine costruite nella Stoà greco romana; un pregevole tempio dedicato alle divinità Demetra e Kore (IV° sec. a.c.), latomie e avanzi di case ellenistiche. A circa 700 metri sorge la Colonna Pizzuta , monumento ellenistico del III° sec. d.c. così chiamato per la forma a pizzo. L'ipogeo contiene un heroon che custodisce un thalamos con cuscino e tre letti libici con resti umani risalenti all'epoca del re Ierone II°.
Sempre nei pressi della cittadella elorina si intravedono i ruderi della Torre Stampace , edificata nel 1355 da Blasco d'Aragona, a guardia del corpo di Vendicari. Procedendo sempre lungo la strada provinciale Noto-Pachino, a circa 3 km. ad Ovest di Eloro, oltrepassato il ponte e svoltando sulla destra si raggiunge la Vil la Romana del Tellaro o Caddeddi , di epoca tardo imperiale. Sulla riva del fiume Tellaro, alla fine degli anni Settanta i saggi eseguiti in un caseggiato rurale ottocentesco, hanno portato alla luce vistose vestigia romane consistenti in mosaici pavimentali di rara bellezza, risalenti al IV° sec. d.c.
Artisticamente, sul piano del disegno e della policromia i mosaici di Villa del Tellaro , sono veri capolavori di arte musiva, caratterizzati da splendide scene mitologiche relative alla caccia, banchetti all'aperto, il riscatto del corpo di Ettore, ecc. Le scene pur essendo distaccate sono in armonia tra di loro, quasi si trattasse di un unico tema figurativo musivo. Ritornando sulla provinciale Noto-Pachino, si prosegue per Cittadella dei Maccari a sud della riserva di Vendicari.
La località, sorta tra il IV° e il V° sec. d.c. conosciuta in seguito agli scavi eseguiti dall'archeologo Paolo Orsi, vanta reperti archeologici relativi al periodo bizantino. Nella zona sono state recuperate strutture religiose a forma basilicale di cui la più importante è Trigona, probabilmante così chiamata per le tre absidi; l'architettura risulta molto simile a quella di Costantinopoli. Altre testimonianze riguardano una chiesetta di tipo africano, necropoli, abitazioni, ipogei cimiteriali e sepolcri a edicola: elementi questi ultimi del tutto originali e rari per la Sicilia.