Partendo dal centro storico verso la direzione collinare superato l'eremo di S. Corrado di Fuori, il Santuario Madonna Scala del Paradiso e attraversato il ponte Salitello si raggiunge Noto Antica ( Km. 14 ), estesa sull'inespugnabile altura cuoriforme di Monte Alveria , circondata dalle valli del Salitello e del Carosello.
Qui la presenza umana ha lasciato tracce significative. La vestigia delle varie civiltà susseguitesi nel temposono testimonianze di millenni di storia: le necropoli sicule di Monte Alveria (IX sec. a.C.), fuori dalla Porta della Montagna , i reperti della cultura di Castelluccio (XIX-XV sec. a.C.) e del Finocchito (VII a.C.), nei pressi di Noto Antica , costituiscono una ragguardevole testimonianza di questo noto centro siculo. Secondo la leggenda questa città avrebbe dato i natali a Ducezio, il mitico " siculorum rex " che avrebbe coalizzato gli abitanti a difendersi dall'assedio dei Siracusani fortificando la città con possente cinta muraria.
All' interno della Città Antica, in contrada Pastuchera, si intravvedono ruderi dell'epoca di Jerone II: resti del Gymnasium, heroa ed agorà ellenici (III sec. a.C.). Sotto la dominazione romana, Netum venne riconosciuta Civitas Foederata, esonerata dal pagamento dello stipendium. Col diffondersi del Cristianesimo i netini adottarono le nuove religioni.

Altra ragguardevole testimonianza sono la Grotta del Carciofo (catacomba ebraica) e la Grotta delle Cento Bocche (catacomba protocristiana). Nel '866 Noto, conquistata dagli Arabi, divenne capovalle amministrativa di una delle tre circoscrizioni in cui fu divisa l'isola.

Da qui il nome "Val di Noto" dato al territorio ricompreso nella circoscrizione. Due secoli dopo venne occupata dai Normanni, fu città demaniale e centro fiorente. Testimonianza dell'epoca sono il poderoso Castello Reale , cinto da torri (XI/XVI sec. d.C.) e i ruderi della Chiesa S. Nicolò (XI sec. d.C.) e di S. Francesco (XIII sec. d.C.).
L'itinerario prosegue verso alcune località collinari dell'agro netino. Da Noto Antica, seguendo l'apposita segnaletica, si arriva a Testa dell'Acqua (ridente stazione di villeggiatura km. 20), quindi si risale verso Rigolizia (km. 25)
da dove si raggiunge S. Lucia di Mendola, caratterizzata da catacomba cristiana con nicchie funerarie. Ritornando sulla S.P. Noto-Testa dell'Acqua si raggiunge il bivio Castelluccio (km. 25), rilevante villaggio preistorico (XIX-XV sec. s.C.) con necreopoli di notevole interesse storico-archeologico.
La Cava della Signora conta circa 200 tombe a grotticella che servivano a queste popolazioni per deporre cadaveri, corredi funerari, oggetti di ceramica. Di grande interesse risultano due portelli incisi a figura spiraliforme, prima testimonianza di scultura ed alta civiltà diffusa nella Sicilia Orientale, custoditi nel Museo P. Orsi di Siracusa.
Dal Villaggio si raggiungono l'Oratorio bizantino e la Grotta dei SAnti, all'interno dei quali si intravedono decorazioni pittoriche bizantine e cinquecentesche.
Ritornando a Testa dell'Acqua e proseguendo verso la direzione Serra Vento, Oliva, Noto, incontriamo l'altura del Finocchito, importante insediamento protostorico della Sicilia Orientale (IX-VII sec. a.C.-ultimo periodo Siculo), dove vissero popolazioni contemporanee a quelle di Monte Alveria. Le necropoli ricavate dalle pareti della montagna custodivano più di un corpo.All'interno sono stati rinvenuti corredi funerari, oggetti bronzei di ferro e vasi ceramici da loro utilizzati per rapporti commerciali con i corinzi siracusani.
Dall'alto del colle, nelle giornate limpide, si gode un meraviglioso panorama che spazia su tutta la cuspide sud orientale della Sicilia |