Il prospetto presenta successivamente le facciate del Palazzo Modica di S. Giovanni e del Palazzet to Caruso, fino ad incontrare il fondale concavo della chiesa di Montevergini , dove il barocco mielato della pietra di Noto raggiunge il migliore effetto, soprattutto al tramonto.
L'interno, ad un'unica navata, circoscritto da colonne corinzie è impreziosito da un pregevole altare di marmi policromi e da quattro artistiche tele, attribuite al Carasi, di cui una "La Pietà", datata 1772, ne porta la firma.
Ancora lungo il Corso si incontra la chiesa del Collegio dei Gesuiti , con la facciata a tre corpi, dorico, jonico e corinzio, leggermente concava, dedicata a San Carlo Borromeo.L'interno è diviso in tre navate; sulla volta spicca l'affresco centrale che ha per tema "Il trionfo dell'agnello", opera attribuita al Carasi.

In direzione della cupola si ergono quattro statue dello scultore netino Cultrera. Interessante l'altare centrale ricco di marmi policromi, come pure le tele ottocentesche che abbelliscono gli altari laterali e le due statue di uguale epoca dello scultore Giuliano da Palazzolo simboleggianti la Fede e la Speranza; notevole infine l'organo, squisito lavoro artigianale del Settecento, collocato nella cantoneria. Annesso all chiesa è il grandioso ex Colleggio dei Gesuiti che si sviluppa per tutto l'isolato fino all'angolo di piazza XVI Maggio.
La Chiesa, in atto, è adibita a pro Cattedrale ed ospita l'urna argentea del Santo Patrono S. Corrado Conf alonieri. Notevole è il panorama che si gode dalla torre campanaria (visitabile) sulla città e sull'agro netino.Il prospetto, di aperture, ospita tre portali, sovrastati da preziosi merletti in pietra dorata.

Di fronte si apre sulla destra, la via R. Pirri, ivi è ubicata la suggestiva loggia del Mercato , sul retro del Palazzo Nicolaci di Villadorata, con una vasca zampillante al centro. Si arriva quindi, continuando per il Corso, al terzo spazio, piazza XVI Maggio.Il nome risorgimentale ricorda i moti antiborbonici del 1860.
Sulla destra è una villetta, al centro della quale tra una maestosa araucaria ed i palmizi di un giardino ottocentesco si eleva una artistica fontana sormontata dalla settecentesca statua marmorea dedicata al mitologico Ercole, opera di G. Orlando. Ai due lati due sculture di marmo e bronzo intitolate alla poetessa Mariannina Coffa ed allo statista Matteo Raeli, due personaggi netini dell'800.

Oltre le araucarie e i palmizi si gode della visione della chiesa di S. Domenico , capolavoro del Gagliardi: è la più colta realizzazione del barocco netino e siciliano; dalla facciata convessa e dalle colonne si sprigionano i riflessi del "barocco dorato", pieni di plasticità ed armonia.
L'interno, a croce greca allungata, propone buone pale del Settecento realizzate da pittori locali. L'altare maggiore, impreziosito da marmi rossi e bianchi e da un ciborio settecentesco in legno dorato dell'artigiano Basile, racchiude una Vergine col Bambino.
Degna di rilievo è la Cappella del Crocifisso, sulla navata sinistra, raffigurante la Madonna Addolorata e quattro stazioni della via Crucis.Annesso alla Chiesa è l'ex convento dei Domenicani, con il suo bel portale sormontato da uno stemma ricco di fregi e motivi ornamentali.
All'angolo sinistro della Piazza sorge il prezioso Teatro Comunale Vittorio Emanuele , un saggio architettonico della Noto Ottocento, progettato dall'Architetto Cassone e fedele allo stile neoclassico.

Dopo palazzo Ducezio è il secondo edificio monumentale non sacro. La facciata è arricchita da statue simboliche, composizioni di arpe, violini e trombe intrecciate e motivi floreali. L'interno conta 330 posti a sedere.

Scendendo da Piazza XVI Maggio per la via Salvatore La Rosa e svoltando per via Ducezio, su una piazzetta sorge la chiesa di Santa Maria del Carmelo , che fa da sfondo a questa arteria. Il prospetto concavo, che chiude e definisce l'ambiente, è abbellito da motivi ornamentali e fregi barocchi. L'interno, a croce greca, espone fastosi capitelli, lesene, putti e fregi; sulla volta si ammira u n affresco raffigurante il Trionfo della Vergine, attribuito al Carasi. Prezioso è il ciborio dell'Altare Maggiore.
La statua della Madonna del Carmelo col Bambino, attribuita ad Antonino del Monachello, fu salvata dal terremoto del 1693, come le belle acquasantiere. Quattro altari disegneno l'asse secondario, con altrettanti dipinti attribuiti aal Scuola settecentesca. Degno di menzione è il portone, coevo alla ricostruzione della chiesa.di Ritornando per via Salvatore La Rosa, svoltando a destra, si incrocia via G. Aurispa; all'angolosi trova la chiesa di S. Maria della Rotonda . Il prospetto è di semplice linea barocca, e l'interno è a navata unica; di notevole interesse è il Salone affrescato dal pittore contemporaneo Quirino de Jeso.
Risalendo in Piazza XVI Maggio, attraversata via G. Bovio, si incontra la casa dei PP. Crociferi dallo splendido portale classico-barocco, progettato dal Labisi. Parallela al corso si snoda la via Cavour, nella quale si affacciano i palazzi nobiliari in stile tardo barocco: palazzo Di Lorenzo dei Marchesi di Castelluccio; palazzo Astuto dei baroni di Fargione, nell'Ottocento sede di un famoso museo, pinacoteca e numanistica, palazzo Trigona dei marchesi di Cannicarao, i cui saloni sono affrescati con dipinti del pittore netino Mazza, una galleria dalla sontuosa fuga prospettica con le caratteristiche balconate ricurve in ferro battuto e gli ampi giardini che si spalancano all'interno. Arredi in stile e volte affrescate completano gli interni.
Una stessa unità armonica lega le chiese e i monasteri di Noto con i palazzi gentilizi, così come voluto nel disegno della ricostruzione.Salendo dalla scalinata antistante Palazzo Trigona e attraversando via Mariannina Coffa, si arriva a Noto Alta. Si raggiunge subito via Impellizzeri dove si alza maestoso l'ononimo palazzo, tuttora abitato dai baroni di San Giacomo, la più grande realizzazione di Noto Alta di stile tardo barocco. Sorge su un'area circoscritta tra l'imponente ex convento di S. Antonio di Padova, l'ex monastero della Benedettine Bianche e la chiesa di S. Agata. Chiude come un fondale l'aspetto scenografico della città per chi guarda da sud.
Lasciato Palazzo Impellizzeri, percorrendo via Sallicano, si incontra Piazza Mazzini, dominata dalla chiesa del SS. Crocifisso che si erge su una gradinata.
E' l'edificio religioso più importante di Noto Alta in corrispondenza, nell'asse urbanistico, con la Cattedrale.
La facciata, progettata dal Gagliardi, ha un portale barocco, tuttavia è rimasta incompiuta.
L'interno, a croce latina, offre pregevoli opere d'arte: un altare della navata destra custodisce la Madonna Bianca o della Neve , autentico capolavoro dell'arte rinascimentale dovuto allo scultore dalmata Francesco Laurana (1471).

La statua fu rinvenuta intatta tra le macerie della Città Antica. In fondo alla navata sinistra è la preziosa Cappella Landolina che presenta quattro tele attribuite al Carasi. Nella chiesa è custodita una teca d'oro contenente le reliquie della Santa Spina della Corona di Cristo, secondo la tradizione ivi portata dalla lontana Palestina. Si ammirano ancora sull'Altare Maggiore una grande croce in legno dorato, progettata dal Gagliardi, che racchiude il Volto Santo attribuito a San Luca e, nello spazio fra una navata e l'altra, due leoni stilofori di epoca romanica, provenienti da Noto Antica.
Apprezzabili tele di scuola ottocentesca sormontano gli altari laterali; sulla volta della navata centrale campeggiano dipinti attribuiti al pittore netino Carasi ed infine l'artistico organo dell'artigiano calatino Polizzi collocato nella cantoria. Sul fianco destro della Piazza sorge l'ex monastero di S. Tommaso. Complesso molto vasto, oggi adibito a penitenziario.
Pregevole il portale che si apre su via R. Trigona.Da Piazza Mazzini si prosegue verso via Trigona. Progredendo sulla destra sorge, su una piazzetta, la chiesa di S. Agata, dall'elegante prospetto in stile barocco con annesso l'ex monastero benedettino.
L'interno della chiesa è a navata unica con due cappelle laterali ornate da dipinti del Carasi, come pure gli affreschi della volta raffigurante il trionfo di S. Agata e preziose decorazioni dello stuccatore netino Labisi. Antistante il complesso di S. Agata si erge la badia della SS. Annunziata.
All'interno, a navata unica, è degno di ammirazione un pregevole altare in legno e vetro intarsiato. Più innanzi si incontra la chiesa di S. Maria di Gesù con annesso convento, opera del Sinatra.
L'edificio si innalza su monumentali scalinate raccordate da ringhiere.
La chiesa, piccola e ad unica navata, custodisce su un altare laterale una Madonna delle Grazie del XVI secolo, opera di Pietro e Paolo Battista e una campana datata 1466, provenienti da Noto Antica.
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